giovedì 16 gennaio 2014

the mentalist

DAY 16-2014
Giovedì 16 gennaio 2014
Buonasera a tutti
Oggi grande allenamento sotto l'aspetto mentale. Avrei dovuto fare le ripetute da 2000 mt, per la precisone 4. Subito dopo ho deciso di farne 3, poi subito dopo ho incontrato una delle donne dell'Atletica Cesano e ho fatto un 1000 con lei a 5 minuti al km e poi un 1000 al mio passo in 3.51 al km; ultimamente sto stravolgendo troppo la scheda di allenamento. I miei 2000 precedenti li ho svolti rispettivamente in 7.45 minuti e 7.37 minuti con un recupero di 3 minuti. Mi ha fatto piacere vedere che il 1000 a 5 al km l'ho fatto veramente facile, quindi vuol dire che nell'eventualità saltassi al km 32 della maratona,detto anche "il muro",potrei comunque portare a casa la medaglia da finisher. Cosa è il "muro"? La crisi negli ultimi 10 km in una maratona sembra inevitabile. Accade quando il fisico ha consumato tutto.  Fisiologicamente, dopo 32 km, anche i  top runners esauriscono ogni riserva. Significa che il fisico ha consumato il glicogeno, cioè il carico energetico che i carboidrati, attraverso fegato e muscoli, distribuiscono all’atleta.
Accade allora che ti trovi davanti a un muro: i muscoli si irrigidiscono, i piedi diventano tavole di legno, in testa ogni pensiero si fa confuso, come se fossi in preda ad una crisi epatica (una sorta di stato di ebbrezza). Allora puoi perdere molti minuti in pochissimi chilometri. Quindi gli ultimi km a 5 posso benissimo non ritirarmi e portare a casa la medaglia da finisher. Non svelerò il nome dell'atleta che ho incontrato stamane, ma posso dire soltanto che bisogna crederci un po' di più e che la differenza tra noi runners amatori e quelli forti veramente è solo la testa, bisogna impegnarsi a non farsi convincere dagli autosabotatori che ci dicono che non possiamo fare una cosa anche se non l'abbiamo neanche provata. Per la cronaca, forse, domani proverò a rifare le ripetute.
Ma non ho molta voglia.