venerdì 17 gennaio 2014

addicted

DAY 17-2014
Venerdì 17 gennaio 2014
Buonasera a tutti!!!
Finalmente è arrivata la conferma sperata, pettorale 1197, categoria Sm. L'unico neo è Dambra scritto con l'apostrofo, vabbè non si può pretendere tutto dalla vita.
Per la cronaca, oggi non mi sono allenato; ultimamente mi sveglio più stanco di quando vado a dormire ed ho la sensazione di essere andato nettamente in over training. Uno scadimento della forma può essere il primo sintomo del sovrallenamento, una sindrome che colpisce chi pratica sport di resistenza come la corsa.
Non bisogna generalizzare parlando di sovrallenamento in occasione di ogni momento di stanchezza.
Il sovrallenamento è una malattia che ha sintomi ben precisi, molti dei quali però non sono specifici per la patologia (cioè sono riscontrabili anche in altre patologie o in condizioni di normalità): Insonnia o sonno non ristoratore – Anche in questo caso non bisogna confondere l'insonnia da prestazione (per esempio dopo una gara serale) da insonnia da sovrallenamento. In quest'ultimo caso il soggetto fatica ad addormentarsi o si sveglia troppo presto anche in presenza di un allenamento tutto sommato non impegnativo. Occorre escludere altre forme di stress (lavoro, famiglia ecc.) Astenia, irritabilità o depressione – Sono sintomi ovviamente correlabili anche a patologie che con lo sport nulla hanno a che fare.
 In caso di sovrallenamento derivano dall'esasperazione che il soggetto fa dell'attività sportiva; lo sport diventa l'unica luce della propria vita, si pensa che con l'allenamento si possa arrivare ovunque.
 Le gare vengono vissute come esami, il proprio valore dipende dal risultato sportivo ecc. Si è in presenza di un soggetto non equilibrato. Desiderio incontenibile di dolci.


Potrebbe interessarti: http://www.my-personaltrainer.it/sovrallenamento.htm
Diciamo che ci sono dentro in pieno con tutti questi 3 punti, ma sopratutto con il desiderio irrefrenabile di dolci. Ha ragione la mia ragazza quando dice: "Era meglio prima, quando giocavi a calcio. I piedi erano quelli e non potevi migliorarli".
Sostanzialmente è un modo gentile per dirmi che a calcio facevo veramente cagare, ma ne ero cosciente. Invece con la corsa vedi sempre miglioramenti causati da un ottimo allenamento e tutto ciò ti porta ad allenarti sempre di più. Quale droga...basta la corsa.
Comunque ho deciso che dopo la maratona tornerò ad allenarmi con lei o per lo meno a cercare di trascinarla nel vortice dell'atletica e a cercare di divertirmi e non pensare ossessivamente ai tempi.



giovedì 16 gennaio 2014

the mentalist

DAY 16-2014
Giovedì 16 gennaio 2014
Buonasera a tutti
Oggi grande allenamento sotto l'aspetto mentale. Avrei dovuto fare le ripetute da 2000 mt, per la precisone 4. Subito dopo ho deciso di farne 3, poi subito dopo ho incontrato una delle donne dell'Atletica Cesano e ho fatto un 1000 con lei a 5 minuti al km e poi un 1000 al mio passo in 3.51 al km; ultimamente sto stravolgendo troppo la scheda di allenamento. I miei 2000 precedenti li ho svolti rispettivamente in 7.45 minuti e 7.37 minuti con un recupero di 3 minuti. Mi ha fatto piacere vedere che il 1000 a 5 al km l'ho fatto veramente facile, quindi vuol dire che nell'eventualità saltassi al km 32 della maratona,detto anche "il muro",potrei comunque portare a casa la medaglia da finisher. Cosa è il "muro"? La crisi negli ultimi 10 km in una maratona sembra inevitabile. Accade quando il fisico ha consumato tutto.  Fisiologicamente, dopo 32 km, anche i  top runners esauriscono ogni riserva. Significa che il fisico ha consumato il glicogeno, cioè il carico energetico che i carboidrati, attraverso fegato e muscoli, distribuiscono all’atleta.
Accade allora che ti trovi davanti a un muro: i muscoli si irrigidiscono, i piedi diventano tavole di legno, in testa ogni pensiero si fa confuso, come se fossi in preda ad una crisi epatica (una sorta di stato di ebbrezza). Allora puoi perdere molti minuti in pochissimi chilometri. Quindi gli ultimi km a 5 posso benissimo non ritirarmi e portare a casa la medaglia da finisher. Non svelerò il nome dell'atleta che ho incontrato stamane, ma posso dire soltanto che bisogna crederci un po' di più e che la differenza tra noi runners amatori e quelli forti veramente è solo la testa, bisogna impegnarsi a non farsi convincere dagli autosabotatori che ci dicono che non possiamo fare una cosa anche se non l'abbiamo neanche provata. Per la cronaca, forse, domani proverò a rifare le ripetute.
Ma non ho molta voglia.